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 Parco dell'Etna: Dilaga il degrado

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Francesco B.
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MessaggioTitolo: Parco dell'Etna: Dilaga il degrado   Sab Giu 07, 2008 8:39 am

Tra le pinete secolari Discariche abusive con cumuli di pneumatici e anche amianto
Parco dell'Etna, «qui la natura è protetta» ma non si vede: dilaga il degrado
L’Ente ha una bella sede, ha assunto oltre 50 dipendenti ma non ha un solo guardaparco

NICOLOSI (Catania) – «Benvenuti
nel Parco dell’Etna. Qui la natura è protetta». I cartelli non mancano
ma nel primo parco di Sicilia la natura è tutt’altro che protetta. Non
siamo certo ai livelli di Napoli ma ci si potrebbe anche arrivare. Tra
boschi e pinete secolari si possono infatti trovare vere e proprie
discariche a cielo aperto: cumuli di inerti, pneumatici usati e persino
amianto. E tutto perché, a differenza di quel che promettono i
cartelli, qui la natura non è affatto protetta. Ad oltre vent’anni
dalla sua istituzione l’ente Parco ha una bella sede, ha assunto oltre
50 dipendenti ma non ha un solo guardaparco.

SORVEGLIANZA INSUFFICIENTE - Risultato:
non c’è la necessaria vigilanza per evitare lo sfregio continuo alla
natura, ai rifugi e alle piste per l’escursionismo. Attualmente la
sorveglianza del Parco ricade esclusivamente sulle spalle della
Forestale che non ha uomini a sufficienza. Come accade nel
distaccamento di Nicolosi con un organico di appena 4 uomini che devono
vigilare su quasi tutto il versante Sud del Parco. E così il tour tra i
boschi dell’Etna offre uno spaventoso spettacolo di devastazione (come
mostrano le foto che pubblichiamo). Case Bevacqua dovevano essere uno
dei punti base per l’escursionismo ma sono abitualmente frequentate più
dai vandali che dagli appassionati della montagna. In contrada “Grotta
Comune”, a nord di Trecastagni, è possibile trovare una discarica di
pneumatici. Mentre in zona Fornazzo le case Pietracannone, altro punto
base per l’escursionismo, sono state devastate e qualcuno ha portati
via persino le tegole. Scarpinando in lungo e largo ovunque si trovano
sacchetti della spazzatura, bottiglie, lattine.
PISTE DI MOTOCROSS E DEPOSITI DI AMIANTO - I boschi di Tardaria
sono ormai delle piste da motocross, mentre nella pineta di
Linguaglossa è stata scoperta persino una discarica di coperture in
Ethernit con le polveri di amianto impastate tra gli aghi di pino. E a
nulla sembrano valere le denunce di Legambiente e di altri gruppi di
amanti della montagna. Un’associazione molto attiva sul vulcano,
“Etnaviva”, ha pure organizzato una mostra-denuncia ma non è successo
nulla.
«ABOLIAMO IL PARCO» - Dopo centinaia di segnalazioni la guida
dell’Etna Sergio Mangiameli lancia una proposta: «se sono questi i
risultati che a venti anni dalla sua istituzione ha prodotto il Parco
sarebbe meglio abolirlo e trasformarlo in semplice riserva.
Basterebbero meno dipendenti e si risparmierebbe denaro pubblico».
«Oltre alla sporcizia – dicono gli ambientalisti - dei 24 punti base
per l’escursionismo promessi con l’istituzione del Parco fino ad oggi
non è ne stato attivato neanche uno». Quanto ai guardaparco il concorso
è stato pure espletato ma non sono stati reclutati perché la Regione
Siciliana non fornisce le risorse necessarie. E la stessa gestione del
Parco è precaria. Da oltre un anno tutto è affidato ad un commissario
perché la politica non ha ancora deciso come lottizzare la poltrona di
presidente.

Alfio Sciacca
03 giugno 2008
http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_03/parco_etna_degrado_39adc1b0-315f-11dd-a85a-00144f02aabc.shtml
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