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 I PENSIONATI RUBANO PER SOPRAVVIVERE

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Francesco B.
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MessaggioTitolo: I PENSIONATI RUBANO PER SOPRAVVIVERE   Ven Set 28, 2007 11:03 am

IL PARLAMENTO RISPONDE

ordinandosi 500 grammi di lasagne a testa

e con voli da 100mila euro





Mentre a Cagliari un pensionato ruba un po' di pasta e formaggio, perché non riesce ad arrivare a fine mese, [color=red]il parlamento ha ordinato confezioni da 500 grammi di lasagne per ciascun parlamentare, capitalista o compagno che sia. L'appalto è per mille confezioni al giorno, mezza tonnellata.
Ovviamente gli onorevoli e i dipendenti del Parlamento non si sbafano
tutti i 500 grammi a pasto, lo buttano, va sprecato… Ora, ecco l'idea:
perché Bertinotti e Marini non pensano a creare almeno una mensa dei
pensionati poveri offrendo le lasagne avanzate? ... Certo meglio ancora
sarebbe se un deputato da 15 mila euro mensili destinasse mille euro
per i pensionati. Provocazioni? O sono lorsignori i veri provocatori?

Chi più ne ha più ne metta: la senatrice Lidia Menapace di Rifondazione Comunista,
pacifista, presidente della commissione parlamentare d'inchiesta
sull'uranio impoverito, avversaria delle Frecce Tricolori («sono uno
spreco, inquinano e vanno abolite»), vola a Lecce su un Falcon dell’Aeronautica: [color:81cf=red:81cf]spesa di 100mila euro. Alla faccia della lotta in difesa del proletariato…

I sondaggi dicono che il favore dell'opinione
pubblica verso Prodi è calato: al 42%. Capite? Ancora il 42% è contento
di Prodi, Visco e Mastella… Contenti loro.



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MessaggioTitolo: E INTANTO IN PARLAMENTO...   Ven Set 28, 2007 11:04 am

Lasagne al pensionato

«Cagliari: pensionato ruba per fame».

Il pacco di pasta che nasconde nei calzoni gli cade alla cassa e lui piange: «Non ce la faccio ad arrivare a fine mese».

D'accordo, la sapete già.

Se la ripeto è perché mi ha fatto tornare a mente un fatterello che ho
appreso per caso, giorni fa. Una ditta, pagate le dovute tangenti,
vende alle due Camere la confezione surgelata di lasagne da mettere al
forno, per la mensa di deputati e dipendenti.

Fino a ieri, la confezione era da 250 grammi.

Il parlamento ora ha ordinato confezioni da 500.

Ciò perchè la confezione grande cuoce meglio, resta più sugosa, l'altra rischiava di restare asciutta e rinsecchita.

Naturalmente lorsignori non divorano quel mezzo chilo di roba; lo buttano, va sprecato.

Le notizia è vera, me l'ha riferita un fornitore della ditta.

L'appalto è per mille confezioni al giorno, mezza tonnellata.

Ora, ecco l'idea: perché Bertinotti e Marini non pensano a creare una mensa dei poveri?

I pensionati romani a 600 euro mensili dovrebbero mettersi in fila,
verso le due, davanti a Senato e Camera: in attesa degli avanzi.

Le confezioni sono marchiate con il simbolo di stato, «Parlamento della Repubblica», sigillato all'origine.

Ma chi non mangia nell'ultima settimana prima della pensione non è
schifiltoso: vanno benissimo le confezioni già aperte, già mangiate a
metà da Mastella, Visco e Bertinotti e Fassino.

Sarebbe bello da vedere: una democrazia che sfama i poveri anziché derubarli, per una volta.

Non si pretende che lascino entrare i pensionati nella mensa dei
dipendenti delle Camere, dove un secondo costa 1,88 e il contorno 0,50:
no, quei prezzi servono a difendere dal costo della vita quei
dipendenti pubblici il cui stipendio iniziale comincia da 7 mila euro
mensili.

I pensionati a 600 euro, che nei negozi devono comprare un chilo di pane a 3,2, non hanno il problema del costo-vita.

Gli avanzi, bastano gli avanzi.

Li tutti in bella fila, dignitosi nei loro abiti lisi, a mangiare in piedi i resti buttati da Mastella, lì in piazza.

I turisti stranieri, edificati, scatterebbero foto digitali.

«Non hanno pane? Mangino le lasagne cominciate».

E' anche istruttivo ricalcolare mentalmente i prezzi in vecchie lire,
si vede meglio come sia «forte» l'euro e come la sua «forza» ci difenda
dall'inflazione.

Un chilo di pane a 3,2 euro a Roma e Milano, sarebbe 6.300 lire.

Quanto costava prima, con la lira?

Tremila?

Quattromila?

Non ricordo.

Ma ricordo che prima, un salario o una pensione da un milione e mezzo erano buoni, decenti.

Oggi, lo stesso identico salario e pensione da 750 euro non basta a
vivere fino alla fine del mese. Uno stipendio da 3 milioni a Milano era
quasi da ricco: 1.500 euro non sono la stessa cosa.

Proprio no.

E sono lo stipendio medio italiano (netto: gli altri 1.500 euro li prende Visco).

E sono otto milioni i pensionati a 750 euro o meno.

Quello di Cagliari, scoppiato in pianto, è stato aiutato dai presenti:
hanno fatto una colletta, tanto che potrà mangiare per due giorni, in
attesa dell'assegno INPS.

Non è un granchè, come colletta.

E' che anche i lavoratori non hanno da scialare.

«Il sovrabbondare dell'iniquità raffredderà la carità»: il tempo che ci era stato predetto sembra essere arrivato.

Ma c'è ancora qualcuno che può fare collette più grosse.

Un deputato da 15 mila euro mensili potrebbe destinarne mille per i pensionati.

Dovrebbe farcela anche con 14 mila, grazie alla mensa interna che difende dal caro-vita.

E al bar di Montecitorio: liquore estero 2 euro, panino con carne 1,5,
coppa di Cartizze 1,50, sono prezzi da vecchia lira anni '60.

Si vedrebbe qui l'utilità di avere il parlamento più numeroso del mondo dopo la Cina.

Mille deputati, possono mettere insieme un milione di euro.

Bella cifra.

Basterebbe a dare 100 euro per riempire il vuoto fra il 20 del mese e la pensione INPS a diecimila pensionati.

Certo, una goccia nel mare degli 8 milioni.

Ma si potrebbe fare l'assegnazione a rotazione.

Oppure anche meglio, una lotteria: a sorte, un pensionato ogni 800 si vedrebbe arrivare, di tanto in tanto, cento euro.

Una manna: per pagare la bolletta della luce e del gas.

Tanto più che non sono mica solo i deputati: loro sono solo i più visibili e perciò i più criticati.

Ma ci sono i governatori di Regione, i loro portaborse, i consiglieri,
i consulenti, gli assessori locali, i consiglieri d'amministrazione:
quelli prendono anche più dei senatori, e non li vede nessuno. Forza,
una bella colletta per la lotteria: la lotteria della miseria.

Naturalmente sogniamo ad occhi aperti, non c'è verso che facciano la colletta.

Qualcuno mi racconta la vicenda romana di «Anni Verdi», una delle più
grosse aziende private ma convenzionate con la Regione Lazio per
fornire servizi a disabili.

«Anni Verdi» si definiva «no profit»: un'inchiesta giudiziaria ha
appurato che la no-profit presentava alle ASL fatture anche
raddoppiate, che venivano pagate senza fiatare.

Con grossi profit.

Ma «Anni Verdi» è riuscita a fallire.

Storace alla Regione non ha fatto che presiedere al disastro ereditato
da Badaloni (sinistra), magari mettendo ai posti che contano amici
suoi; ora la giunta di sinistra ha peggiorato ancora la situazione.

Ha assegnato i beni immobili della «Anni Verdi» alla nuova «cooperativa
sociale» rossa (ovviamente no-profit) succeduta nella convenzione: in
comodato gratuito.

Sicchè i dipendenti della «Anni Verdi» non possono nemmeno recuperare
gli stipendi arretrati e non pagati dai precedenti marpioni, come
spetterebbe loro in quanto creditori privilegiati dell'ente fallito.

Sono cifre grosse per quei dipendenti: udite udite, anche 6 mila euro di arretrati, meno della metà di un mese da deputato.

Ma loro possono aspettare.

Così anche i disabili cacciati dagli istituti in convenzione, che
tagliano i costi: spesso cinquantenni psichici rimandati in famiglia,
ossia a casa di genitori ottantenni, pensionati, privi di ogni «ausilio
sul territorio».

E' il sistema sanitario migliore del mondo, come dice l'ONU, come ripete Michael Moore e vantano i giornali di sinistra.

Ciò che Moore e l'ONU non sanno è quel che succede a un servizio
sanitario «nazionale» quando viene gestito a livello «regionale», fuori
dagli sguardi dell'opinione pubblica.

L'assessore alla Sanità di Storace - un tale Verzaschi, eletto con
Forza Italia, il maggior colpevole della bancarotta sanitaria laziale -
non ha potuto aspettare: è saltato vispo sul carro di Prodi, ed ora è
sottosegretario alla Difesa col nuovo governo.

Non c'è più, come vedete, destra o sinistra da votare: i governi nuovi sono uguali ai governi vecchi, stesse persone.

Da Genova mi giungono altre informazioni.

Il comune di sinistra, come primo atto della giunta, ha organizzato una
«notte bianca»: successone, 400 mila genovesi felici hanno affollato le
strade e i vicoli con le botteghe aperte.

Come secondo atto di governo, il comune ha emesso dei BOC - titoli di
debito comunali, ad interesse - per finanziare… la nettezza urbana.

E' come se un privato facesse debiti con la banca per pagarsi l'affitto.

Coprire una spesa corrente con un debito ad interesse è la strada più rapida per rovinarsi.

Ma lorsignori mica rovinano se stessi, rovinano noi contribuenti.

Tutte le regioni, tutti i comuni praticamente fanno così ormai: si
indebitano con le banche private, magari estere, persino giapponesi.

E' la globalizzazione, ragazzi.

Così, quando i fornitori non pagati si lamentano dei ritardi, quelli dicono: prima, dobbiamo pagare gli interessi alle banche.

Ormai gli interlocutori, quelli a cui questi poteri devono rendere
conto, non sono più i cittadini, gli amministrati, i fornitori: sono le
banche.

Il cerchio è chiuso: la Casta parla alla Casta.

Il debito pubblico e il peso dei relativi interessi cresce.

Padoa Schioppa esige rigore, Visco dà la caccia gli evasori, Prodi vara
finanziarie ogni tre mesi, la sinistra esige «la tassazione delle
rendite» (suona bene, ma si tratta dei BOT e dei nostri conti correnti,
queste sono le «rendite» raggiungibili da Visco), Bertinotti dimostra
che sta tagliando i costi parlamentari, ha triplicato il prezzo del
barbiere interno: da 5 euro per taglio, ora a 18.

Della sua villa non parla: il segreto di Stato meglio protetto.

Magari è per questo che il pane è rincarato a 3,2, e 8 milioni di
pensionati non arrivano a fine mese senza rubare la pasta: prima, le
banche.

L'usura e l'incompetenza delinquenziale si abbracciano e si adottano
felici: l'assessore, intanto, prende 200 mila euro l'anno, quando non
500 mila come in Sicilia.

Si potrebbe credere che da un Paese così tutti vogliano andarsene.

Invece no, c'è chi vuole venirci, e ci arriva a frotte.

Gli zingari rumeni (scusate, «rom»), freschi cittadini d'Europa,
arrivano qui in tal numero, che persino Amato (David), il presunto
dottor Sottile, si allarma.

Ma come mai questi non restano nei Paesi che devono attraversare per venire qui?

Ecco la domanda: l'Austria Felix la attraversano come razzi.

E mica per andare in Francia o in Germania.

Vengono tutti in Italia.

Il motivo è evidente: sì, questo è l'inferno fiscale per i
contribuenti, dove un giovane che apre un negozio deve pagare le tasse
fin dal primo mese per un reddito ancora non avuto, e che forse non
avrà.

E' un disastro per i pensionati, per i malati, per i disabili che non trovano servizi pubblici.

Ma per i malfattori, come per i nullafacenti, è un paradiso.

Qui, il servizio sanitario è preso d'assalto da clandestini che al loro
Paese non hanno nulla di simile, è gratis, e non pagano le tasse.

Qui si può angariare la popolazione con la mendicità molesta, la
prostituzione delle figlie minori ha grande mercato, si può derubare la
gente, sgozzarla nelle ville, con 70 probabilità su cento di farla
franca.

Qui i fogli di via non vengono eseguiti: la polizia è occupata a scortare Mastella.

Qui c'è la pietà della Caritas per loro (meno per i pensionati alla
fame: poveri non-mediatici, silenziosi, che si vergognano di chiedere).

Qui ci sono Comuni che danno mutui agevolati ai clandestini, case
popolari, agevolazioni negate ai cittadini perché bisogna tagliare la
spesa pubblica, si sa.

Qui c'è la notevole giustizia penale, la migliore del mondo dal punto di vista dei rom.

Un esempio da Palermo: un tale che ha ucciso la moglie, ha avuto 16 anni.

Ma poi fra rito abbreviato, patteggiamento, indulto, attenuanti ed
altri ammennicoli, l'uxoricida ha totalizzato, in carcere, giorni 3.

Diconsi tre: per il resto, è affidato «ai servizi sociali», ovviamente no-profit e convenzionati, ossia pagati da noi.

Che volete di più?

Nelle roulottes rumene s'è sparsa la voce: in Italia, in Italia!

Pensionati, affrettatevi a far la fila a Montecitorio: quando gli
zingari se ne accorgeranno, vi cacceranno via a coltellate, e le
lasagne avanzate se le mangeranno loro.

Ringraziate anche i vostri concittadini.

Anche quei 400 mila genovesi felici della notte bianca - tanti, mi
dicono, hanno addirittura accorciato le ferie per esserci - quelli che
votano Burlando perché Genova è di sinistra da sempre, e loro sono di
sinistra, si sa, democratici, sociali.

Ringraziate i tifosi che di politica non si occupano, ma vanno a
migliaia alle partite pagando caro (magari con la mannaia sotto il
giubbotto, per divertirsi un po').

Ringraziate questa «maggioranza» di c[...] votanti, non dimenticateli: sono loro su cui confida la Casta per restare dov'è.

I sondaggi dicono che dopo il Grillo-day, il favore dell'opinione pubblica verso Prodi è calato: al 42%.

Capite?

Ancora il 42% è contento di Prodi, Visco e Mastella.

Sono quelli delle notti bianche, quelli degli stadi, «quelli che la politica è tutta sporca».

di Maurizio Blondet

EFFEDIEFFE 26/09/2007
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